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Progetti di solidarietà

Approvato Progetto “Otto per mille” 2013
www.ottopermillevaldese.orgparterimg

 

L'associazione "LA FINESTRA SUL MONDO" in collaborazione con l'Associazione brasiliana APPRAQ – Associação dos Pequenos Produtores e artesiano Rurais de Agua Quente, hanno vinto il bando di finanziamento della "Tavola Valdese" per la realizzazione del seguente Progetto internazionale:

Nome del Progetto: “Seiva da Cidadania”;
Durata del Progetto: conclusione entro il 2017.
Il Filmato del Progetto è visibile: https://www.youtube.com/watch?v=ArtXqOh -Y
Luogo di realizzazione del Progetto:
Brasile
Città di Brasilia 
Comunità di Agua QuentedelNucleo Rural de Samambaia – DF

Obiettivi del Progetto

- Recuperare le aree agricole nel distretto di Agua Quente di Brasilia, in processo di abbandono, mediante una produzione agricola di piccola e media dimensione, biologica, di qualità e sostenibile tanto dal punto di vista ambientale che sociale;
- Garantire una sostenibilità economica ai piccoli produttori agricoli della regione, aderenti all'Associazione APPRAQ, mediante azioni di formazione mirate e dimostrazioni applicative esemplari e garantire la divulgazione dei risultati ottenuti;
- Ottenere la certificazione biologica e promuovere la vendita dei prodotti certificati;
- Contribuire al recupero dell'equilibrio ambientale (aria, acqua, clima), ricostituendo anche la biodiversità vegetale della regione.

Descrizione Del Progetto

Il Progetto si propone la ricostituzione di una produzione agricola, già presente nella regione ma oggi in abbandono per il fenomeno di inurbamento, motivata da un crescente interesse ecologico di alcuni giovani proprietari di terreni agricoli, aderenti alla associazione APPRAQ. La finalità è quella di contribuire ad una maggiore diffusione della coscienza ecologica intesa nella sua globalità, includendo scelte di vita ed abitudini quotidiane. Attraverso azioni dimostrative prodotti agricoli biologici e di qualità, interventi di bio-costruzione, sistemazione e protezione delle sorgenti d'acqua, azioni di educazione alimentare ed eventi culturali collegati, ci si propone la diffusione di una coscienza ecologica tra i piccoli produttori che aderiscono a APPRAQ e più in generale alla comunità ed ai cittadini della regione di Agua Quente.
Il progetto prevedeva inizialmente il coinvolgimento di tre fattorie; nel corso di realizzazione delle attività due delle fattorie si sono ritirate, per ragioni logistiche, ma se ne sono aggiunte altre quattro, per cui attualmente il progetto si sta attuando in cinque fattorie i cui piccoli proprietari sono soci di APPRAQ.

Le attività già realizzate o incorso di realizzazione sono:
costruzione di un pozzo per l’irrigazione; ripulitura dei terreni degradati e/o abbandonati; analisi dei terreni e delle acque; raccolta di sementi di alberi nativi e acquisizione di sementi non presenti nella regione; costruzione di tre vivai con tecniche eco-compatibili con strutture in bambù e in terra cruda; piantumazione delle nuove pianticelle e semina dei prodotti agricoli secondo criteri di reciprocità delle varie specie ; raccolta dei prodotti agricoli; produzione di compost con gli scarti della produzione; acquisto e invio dall’Italia di una pressa manuale per la costruzione di mattoni in terra cruda; acquisto di un piccolo trattore e attrezzature complementari; acquisizione di certificazione biologica (organica); promozione di un mercatino locale (“ferinha”) e creazione di una rete di vendita anche attraverso forme di acquisto eco-solidale.
 Sono state organizzate azioni di formazione mirate alla valorizzazione ed al recupero di saperi tradizionali, ottenendo nel contempo la trasformazione di una agricoltura di pura sussistenza in produzione di qualità. In particolare l’attività di formazione si è focalizzata su questi temi: principi di agricoltura organica; vari utilizzi del bambù e costruzione del primo vivaio in bambù; produzione di compost; corso di formazione sull’utilizzo della pressa manuale per la costruzione di mattoni in terra cruda. 
In una fase successiva, a produzione avviata, si prevede anche l'attività di trasformazione dei prodotti secondo tecniche tradizionali di conservazione (conserve, marmellate, sottovuoto, sottolio, salamoia ecc..), rispettando criteri di qualità e sostenibilità sia ambientale che sociale. Alle attività sopra descritte hanno partecipato i piccoli produttori di Agua Quente aderenti ad APPRQ, “imparare facendo” è stato il criterio adottato in tutte le attività di formazione. E’stata operata, in collaborazione con APPRQ, una selezione dei gruppi (in media 15 persone), tramite riunioni pubbliche e tramite questionari individuando esigenze e interessi dei singoli produttori ed organizzando di conseguenza i momenti formativi. 
Una particolare attenzione è stata dedicata alle donne che rappresentano la percentuale maggiore di disoccupazione nel Distretto, e che aderiscono ad una associazione spontanea, non registrata, denominata “Mulheres de Agua Quente”, molto attiva in quanto ha già organizzato in proprio attività di formazione su tecniche artigianali. In futuro si cercherà di attivare la componente femminile sia verso la produzione biologica indirizzata alla vendita, sia verso una produzione agricola su piccola scala (orto domestico) che garantisca una sussistenza alla famiglia e successivamente indirizzi verso la trasformazione dei prodotti agricoli.

Partner Pubblici o Privati, Nazionali o Internazionali del Progetto

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Associazione brasiliana APPRAQ – Associação dos Pequenos Produtores e artesiano Rurais de Agua Quente - in particolare quattro “Fattorie” denominate “Chacaras” già dotate di strutture proprie in Agua Quente: ChácaraRincãoFeliz- ChacaraSítio Nova Esperança - ChacaraMansão Vila Verde - Chacara del sig. Martinse una fattoria aTaguatinga; “ChácaraFrutos da Terra” la cui proprietaria Massae Watanabe, di origine giapponese, pratica da diversi anni l’agricoltura biologica. Tutte le fattorie sono situate in prossimità dell'asse viario principale che collega Brasilia con Santo Antonio do Descoberto, passando per Samambaia, Taguatingae Agua Quente, sono quindi facilmente raggiungibili con un servizio di bus pubblico da Brasilia. Alcune attività, quali le analisi del terreno, un corso di formazione e la messa a disposizione di alcune attrezzature agricole, sono state realizzate con il contributo di EMATER-(Empresa de AssistênciaTécnica e ExtensãoRural), un organismo del governo federale che fornisce assistenza gratuita ai piccoli produttori rurali.

Merita un’attenzione particolare un intervento che si è concretizzato nel corso di realizzazione del progetto: l’acquisto e l’invio in Brasile di una pressa manuale per la realizzazione di mattoni in terra cruda. Questa attività, non prevista inizialmente, è stata possibile anche grazie alla sensibilità e disponibilità dimostrata dalla referente della Chiesa Valdese per i progetti internazionali che ci ha aiutato a superare le difficoltà amministrative, in quanto questo comportavo un notevole riaggiustamento delle voci di spesa previste inizialmente.
Qui di seguito una descrizione dettagliata di questo intervento innovativo.
La Finestra sul Mondo ha proposto una soluzione che è stata accolta con grande favore dai soci di APPRAQUE, una struttura costruita con materiali ecologici, “mattoni in terra cruda” applicando una tecnologia del blocco ad incastro messa a punto dal prof. Roberto Mattone del Politecnico di Torino e oggi diffusa in varie parti del mondo dall’Associazione Mattone su Mattone.
Il vantaggio che presenta questa semplice attrezzatura è quello di permettere, successivamente a progetto finito, la realizzazione di altre piccole strutture a servizio dell’attività agricola (magazzini, ricovero per attrezzi e animali, mercatino ecc…).
La costruzione può essere fatta in autocostruzione, utilizzando la terra come materiale principale, stabilizzata con piccole percentuali di cemento e quindi con costi molto contenuti.
Subito dopo l’approvazione da parte della Tavola Valdese si è provveduto ad acquistare la pressa manuale con il finanziamento del primo anno e ad avviare le pratiche di spedizione in Brasile,
Nel frattempo si è preso contatto con due giovani ingegneri (A. Romanazzi e L. Bartolucci) che hanno appreso la tecnica di costruzione dei mattoni in terra cruda, durante uno stage tenuto dal prof Asteggiano (progettista e costruttore di questo modello di pressa manuale) presso il Politecnico di Torino. Entrambi hanno dato la loro disponibilità a recarsi in Brasile come volontari per fare un’esperienza sul campo.
Sono stati effettuati pertanto due corsi di formazione per gli abitanti della Comunità di Agua Quente per realizzare la costruzione del primo vivaio in auto-costruzione manuale, secondo la tipologia del “Mutirão” (“Mutua Construção”, termine con il quale si indicauale una pratica di autocostruzione, molto diffusa in Brasile, basata su forme di solidarietà reciproca per la costruzione di un’opera di uso collettivo).
Si è quindi formata un’equipe locale preparata di cui hanno fatto parte anche studenti e neo laureati della UnB (Università di Brasilia).
La collaborazione avviata con la UnB dovrebbe consolidarsi e formalizzarsi per poter continuare a sperimentare la tecnologia del BTC (Blocco in Terra Cruda) anche per costruzioni più impegnative da realizzarsi ad Agua Quente, e continuare così ad utilizzare, a fine del Progetto, questa tecnologia ecosostenibile e a basso costo, che potrebbe risolvere alcuni problemi abitativi nella Comunità di Agua Quente

 

La Finestra sul Mondo sostiene l’Associazione “MATTONE SU MATTONE” ONLUS che si propone di dare un contributo alla soluzione dei problemi abitativi di popolazioni disagiate nelle aree depresse del mondo. Il tipo di contributo che l’Associazione intende fornire consiste essenzialmente nella predisposizione di quegli strumenti e di quelle opportunità che sono necessari per attivare e sostenere l’impegno delle popolazioni stesse nella risoluzione dei propri problemi. Un contributo, quindi, non elargitore di caritatevoli “donazioni” ma, piuttosto, espressione di una solidarietà collaborativa.
Questa è stata, fondamentalmente, l’intenzione che ha animato Roberto Mattone nella sua attività di ricercatore, di sperimentatore, di docente nella Facoltà di Architettura 2 del Politecnico di Torino e la sua presenza magistrale nei luoghi della concreta attuazione della sostenibilità di quell’impegno, di cui alcuni individuati in stretto contatto con l’Università Federale di Paraiba, sede di João Pessoa (Brasile), e con l’Università Tecnologica Nazionale sede di Santa Fe (Argentina). Luoghi lontani dalla diffusione di un globale “benessere” come la favela Cuba de Baixo a Sapé in Brasile, Godofredo Viana nel Maranhão in Brasile, Junin de los Andes nella Patagonia argentina, Trinidad a Cuba, El Nochero a Nord di Santa Fe in Argentina, Nanorò nel Burkina Faso. Luoghi dove la gente si è costruita case e centri comunitari con le proprie mani aiutate da quelle esperte di Roberto portatrici di una cultura. Una cultura del fare, sostenuta da una ricerca volta a trovare soluzioni innovative economicamente e ambientalmente sostenibili. Una cultura che è condizione essenziale per la conquista di una coscienza delle proprie capacità di affrontare e risolvere problemi: l’autocostruzione della propria casa può rappresentare un primo passo verso nuove capacità di autogestione della propria vita. La propria casa sulla propria terra: una terra su cui vivere che si può trasformare anche in una terra per vivere. Infatti è quella terra che può consentire, opportunamente trasformata, quella sostenibilità economica e ambientale costituendo il primario componente della costruzione.

Si tratta, infatti, di uno dei più antichi materiali da costruzione ora rivisitato, per conferirgli una aggiornata affidabilità, attraverso l’adozione di tecnologie innovative. Queste innovazioni tecnologiche, sperimentate nel Laboratorio Prove Materiali e Componenti del Politecnico di Torino, hanno condotto alla produzione del “blocco Mattone” in terra cruda pressata e stabilizzata capace non solo di conferire alle strutture murarie qualità fisiche e meccaniche tali da garantire elevati standard di comfort, di resistenza e di durata ma anche di semplificarne sostanzialmente il processo produttivo nonché la sua posa in opera rendendo così possibili realizzazioni in autocostruzione e, quindi, senza la necessità di dover ricorrere a maestranze specializzate.

L’Associazione è nata per mantenere viva, in modo fattivo, la memoria di Roberto, mancato in Argentina dopo aver terminato il suo ultimo intervento a El Nochero. Ad essa aderiscono i familiari (promotrice la moglie Gloria Pasero, anch’essa docente alla Facoltà di Architettura, sua collaboratrice nel Laboratorio e sul campo), colleghi della Facoltà di Architettura di Torino, laureati e studenti che hanno condiviso con Roberto le sue generose intenzioni. L'Associazione si è costituita legalmente il 23/03/2009 n. 25623/15718 di repertorio, Registrato al 1° Ufficio Entrate di Torino, Serie 1T, n. 6783 in data 25/03/2009.

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